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Oceano Mare /2

alessandro baricco"Poi non è che la vita vada come tu te la immagini. Fa la sua strada. E tu la tua. E non sono la stessa strada. Così...io non è che volevo essere felice, questo no. Volevo...salvarmi, ecco: salvarmi.

Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri. Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà, l'essere buoni, essere giusti.

 

No.

Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera. Tu stai con loro e ti salverai. Però troppo tardi l'ho capito. Se le dai tempo, alla vita, lei ti rigira in un modo strano, inesorabile: e tu ti accorgi che a quel punto non puoi desiderare qualcosa senza farti male. è lì che salta tutto, non c'è verso di scappare, più ti agiti e più si ingarbuglia la rete, più ti ribelli più ti ferisci.
Non se ne esce.
Quando era troppo tardi io ho iniziato a desiderare.
Con tutta la forza che avevo. Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi neanche immaginare.
Sai cos'è bello, qui?
Guarda: noi camminiamo, lasciamo tutte quelle orme sulla sabbia, e loro restano lì, precise, ordinate. Ma domani ti alzerai, guarderai questa grande spiaggia e non ci sarà più nulla, un'orma, un segno qualsiasi, niente.

In mare cancella di notte.

La marea nasconde.
è come se noi non fossimo mai esistiti.
Se c'è un luogo al mondo in cui puoi pensare di essere nulla, quel luogo è qui.
Non è più terra, non è ancora mare.
Non è vita falsa, non è vita vera.
è tempo. Tempo che passa. E basta.
Sarebbe un rifugio perfetto. Invisibili a qualsiasi nemico.

Sospesi.

Bianchi come i quadri di Poisson.
Ma c'è qualcosa che incrina questo purgatorio. ed è qualcosa da cui non puoi scappare. Il mare.
Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere alle volte, sparisce ogni tanto, si traveste da lago, oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezze, non da risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile.

Ma soprattutto: il mare chiama.

Lo scoprirai Elisewin.
Non smette mai, ti entra dentro, ce l'hai addosso, è te che vuole.
Puoi anche far finta di niente, ma non serve. Continuerà a chiamarti.
Questo mare che vedi e tutti gli altri che non vedrai, ma che ci saranno, sempre, in agguato, pazienti, un passo oltre la tua vita.
Instancabilmente, li sentirai chiamare.
Succede in questo purgatorio di sabbia. Succederebbe in qualsiasi paradiso, e in qualsiasi inferno."

Si ferma, Ann Deverià. Si china si toglie le scarpe. Le lascia sulla sabbia. Riprende a camminare, a piedi nudi.
Elisewin Non si muove. Aspetta che lei si allontani di qualche passo. Poi dice, a voce abbastanza alta da farsi sentire:
"Io tra qualche giorno partirò da qui. E andrò nel mare. E guarirò. Questo è quello che desidero. Guarire. vivere. E un giorno diventare bella come voi."
Ann Deveirà si volta. Sorride. Cerca le parole. Le trova.

"Mi porterai con te?"


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