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ORIANA FALLACI

Un cappello pieno di ciliege /2

oriana fallaciNiente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.

E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato. La vittima d'una ingiustizia che non t'aspettavi, d'un fallimento che non meritavi. Ti senti anche offeso, ridicolo, sicché a volte cerchi la vendetta. Scelta che può dare un po' di sollievo, ammettiamolo, ma che di rado s'accompagna alla gioia e che spesso costa più del perdono.

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Un cappello pieno di ciliege /1

oriana fallaciCarlo morì il 31 dicembre 1839, a ottantasette anni e con la dignità che si conviene a un buon terziario francescano. Però appena rimase solo con Caterina dimenticò che un buon terziario francescano deve accogliere la morte ignorando legami, passioni, rimpianti, e a lei rivolse un addio assai diverso.

Le disse che moriva amandola più di quanto l'avesse amata in oltre mezzo secolo di matrimonio, perchè col tempo il suo amore s'era irrobustito come un buon vino vecchio conservato bene. Le disse che era contento di non essere emigrato in Virginia col signor Mazzei, perchè laggiù non l'avrebbe incontrata e senza di lei sarebbe stato povero anche se fosse diventato ricco.  

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