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Non si muore tutte le mattine


È l'ambizione che divora i giovani, che non gli fa fare l'amore in pace con le loro ragazze, che li fa rodere nell'indefinito tarlo della gloria, che li fa girare nel sonno sempre distratti, e alla ricerca di un appunto, che li fa accanire senza apprendere un mestiere, che alla fine è la sostanza di tutto.

È perché anche questo non basta. I giovani vogliono farsela con quello che non si riesce a toccare. Con le distanze che non si possono colmare, vogliono immolare la loro vita a quest'Incommensurabile. E quando anche arrivano a qualche risultato, non ce la fanno a godersela. Li frega l'affanno. Si poteva fare di più, e meglio, o semplicemente si poteva fare ancora. L'insoddisfazione li fa andare avanti e gli mette una mina dentro. Bisogna farsela invece la soddisfazione. Occorre non rimanere soli, non allenare con le proprie mani elevate e mondate dei mezzi uomini, degli storpi, degli incapaci di amare, divorati dalla bellezza e dal tempo perduto.

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