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Il quaderno di Maya

 

In quest'oppurtortunità di stare sola con Daniel senza interruzioni mi proposi, guidata da lui, il meraviglioso compito di conoscere le molteplici possibilità dei sensi, il piacere di accarezzarsi senza uno scopo, solo per il gusto di sfregare la pelle contro la pelle.

Un corpo maschile consente di intrattenersi per anni, punti algidi che si stimolano in un certo modo, altri che richiedono attenzioni diverse, quelli che non si toccano e su cui è sufficiente soffiare sopra; ogni vertebra ha una storia, ci si può perdere nell'ampio campo della schiena, con la sua buona disposizione a farsi carico di pesi e dispiaceri, e nei tonici muscoli delle braccia, fatte per sostenere il mondo. E sotto la pelle si nascondono desideri mai formulati, afflizioni recondite, segni invisibili al microscopio. Sui baci devono esserci dei manuali, dai baci di picchio a quelli di pesce, una varietà infinita. La lingua è un serpente temerario e indiscreto, e non mi riferisco alle cose che dice. Il cuore ed il pene sono i miei punti preferiti: indominti, trasparenti alle loro intenzioni, candidi e vulnerabili, di entrambi non bisogna abusare.

 


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