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11/22/63

stephen kingGlenn Miller suonò la sua vecchia, dolce canzone e i ragazzi ballarono. Sull'erba, le loro ombre ballavano sotto di loro. Non furono perfetti, e avrebbero sbagliato i passi diverse volte prima di impararli (se mai lo avessero fatto) ma non erano male. Oh, al diavolo.

Erano bellissimi. Per la prima volta da quand'ero salito su quel dosso della Route 7 e avevo visto Derry stagliarsi sulla riva sinistra del Kenduskeag, ero felice. Era una bella sensazione per andare avanti, così mi allontanai, dandomi il vecchio consiglio: non voltarti, non guardarti mai indietro.

 

Quante volte la gente, dopo un'esperienza singolarmente bella (o singolarmente brutta) si dice quelle parole? Spesso, mi sa. E di solito il consiglio non viene ascoltato. Gli umani sono programmati per guardarsi indietro. Per questo il nostro collo ruota su un perno. Percorsi mezzo isolato, poi mi girai, pensando che mi stessero guardando, e invece no. Ballavano ancora. Ed era una bella cosa.

 

 


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