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Il museo dell'innocenza

 

-Kemal, adesso ti presento un amico che ti piacerà moltissimo,-

mi diceva ogni volta mentre tesseva le lodi di quella persona con un'aria che a me pareva falsa, nonostante tutto l'entusiasmo e la gioia che traspariva dal suo viso.

A renderla felice era, senza dubbio, il fatto che la sua vita fosse esattamente come lei la desiderava, come l'aveva progettata. Dall'andamento di quella serata, che procedeva come da mesi aveva sognato, intuiva che la vita felice che aveva previsto per sé si sarebbe realizzata appieno con la stessa perfezione con cui dopo tanti sforzi aveva adattato ogni perla, ogni piega, ogni fiocco del vestito che indossava su ogni curva del suo splendido corpo.

Perciò Sibel accoglieva con gioia ogni nuovo istante della serata, ogni nuovo volto, tutti quelli che l'abbracciavano e la baciavano, come ulteriore motivo per essere felice.

 


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